Engendering migration. Un percorso attraverso trent’anni di dibattito, Cover

Engendering migration. Un percorso attraverso trent’anni di dibattito, Mondi Migranti, 3, DOI: 10.3280/MM2013-003003, 2013.

Details

  • Author: Vianello Francesca Alice
  • Categoria: Articolo su rivista
  • Rivista: Mondi Migranti
  • Volume e numero: 3
  • Anno di pubblicazione: 2013
  • DOI: 10.3280/MM2013-003003
  • Vai al sito della rivista: clicca qui

Abstract

Durante gli ultimi trent’anni si è progressivamente affermato l’approccio di genere nello studio dei processi migratori. Una ricca letteratura scientifica ha dimostrato che solo riconoscendo le migrazioni come fenomeno gendered (genderizzato) è possibile comprendere molti aspetti che altrimenti rimarrebbero nascosti. Il genere è infatti incorporato implicitamente ed esplicitamente nelle pratiche, nei discorsi, nelle istituzioni e nelle strutture politico-economiche implicate nei processi migratori (Anthias 2000; Donato et al. 2005). Tuttavia, il fatto che continuino ad essere soprattutto le donne ad adottare il prisma di genere nello studio delle migrazioni e la persistenza della fuorviante equazione “genere uguale donne” indica che vi sono ancora resistenze nella comunità scientifica nel considerare il genere come uno dei più importanti principi organizzativi ed esplicativi delle migrazioni.

L’approccio di genere ci permette di spiegare come e perché le donne e gli uomini esperiscano la migrazione in modo differente e come tale difformità influenzi le traiettorie e le forme migratorie (Pessar 1999, p. 577). Tuttavia, non si tratta di limitare l’analisi all’osservazione delle differenze, bensì di cogliere le peculiarità strutturali e strutturanti delle esperienze migratorie e dei significati della migrazione per uomini e donne, anche dal punto di vista delle condizioni e situazioni percepite.

Rendere operativo il genere vuol dire, quindi, innanzitutto, esaminare come le relazioni di genere diano forma alle migrazioni e come le migrazioni colpiscano le relazioni di genere, ma anche indagare come il genere influenzi le rappresentazioni sociali delle migrazioni nonché gli effetti del genere sulle conseguenze sociali delle migrazioni (Carling 2005).

Questo lavoro è suddiviso in quattro sezioni. Le prime tre ricostruiscono il dibattito scientifico internazionale[1] relativo ai processi di “engendering migration” nelle loro diverse interpretazioni, a partire da alcuni contributi di particolare rilievo afferenti soprattutto all’area anglosassone e seguendo la periodizzazione suggerita da Pessar (1999) e Hondagneu-Sotelo (2005). L’ultima sezione propone, invece, una lettura in ottica di genere delle migrazioni femminili est-europee a partire dalle ricerche condotte dall’Autrice.

[1] Per una ricostruzione del dibattito italiano si veda Tognetti Bordogna (2012).

Engendering migration. Un percorso attraverso trent’anni di dibattito, Cover

Engendering migration. Un percorso attraverso trent’anni di dibattito, Mondi Migranti, 3, DOI: 10.3280/MM2013-003003, 2013.

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  • Author: Vianello Francesca Alice
  • Categoria: Articolo su rivista
  • Rivista: Mondi Migranti
  • Volume e numero: 3
  • Anno di pubblicazione: 2013
  • DOI: 10.3280/MM2013-003003
  • Vai al sito della rivista: clicca qui

Abstract

Durante gli ultimi trent’anni si è progressivamente affermato l’approccio di genere nello studio dei processi migratori. Una ricca letteratura scientifica ha dimostrato che solo riconoscendo le migrazioni come fenomeno gendered (genderizzato) è possibile comprendere molti aspetti che altrimenti rimarrebbero nascosti. Il genere è infatti incorporato implicitamente ed esplicitamente nelle pratiche, nei discorsi, nelle istituzioni e nelle strutture politico-economiche implicate nei processi migratori (Anthias 2000; Donato et al. 2005). Tuttavia, il fatto che continuino ad essere soprattutto le donne ad adottare il prisma di genere nello studio delle migrazioni e la persistenza della fuorviante equazione “genere uguale donne” indica che vi sono ancora resistenze nella comunità scientifica nel considerare il genere come uno dei più importanti principi organizzativi ed esplicativi delle migrazioni.

L’approccio di genere ci permette di spiegare come e perché le donne e gli uomini esperiscano la migrazione in modo differente e come tale difformità influenzi le traiettorie e le forme migratorie (Pessar 1999, p. 577). Tuttavia, non si tratta di limitare l’analisi all’osservazione delle differenze, bensì di cogliere le peculiarità strutturali e strutturanti delle esperienze migratorie e dei significati della migrazione per uomini e donne, anche dal punto di vista delle condizioni e situazioni percepite.

Rendere operativo il genere vuol dire, quindi, innanzitutto, esaminare come le relazioni di genere diano forma alle migrazioni e come le migrazioni colpiscano le relazioni di genere, ma anche indagare come il genere influenzi le rappresentazioni sociali delle migrazioni nonché gli effetti del genere sulle conseguenze sociali delle migrazioni (Carling 2005).

Questo lavoro è suddiviso in quattro sezioni. Le prime tre ricostruiscono il dibattito scientifico internazionale[1] relativo ai processi di “engendering migration” nelle loro diverse interpretazioni, a partire da alcuni contributi di particolare rilievo afferenti soprattutto all’area anglosassone e seguendo la periodizzazione suggerita da Pessar (1999) e Hondagneu-Sotelo (2005). L’ultima sezione propone, invece, una lettura in ottica di genere delle migrazioni femminili est-europee a partire dalle ricerche condotte dall’Autrice.

[1] Per una ricostruzione del dibattito italiano si veda Tognetti Bordogna (2012).

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