Crisi economica e migranti: il ritorno del lavoratore povero, Cover

Crisi economica e migranti: il ritorno del lavoratore povero, Mondi Migranti, n. 1, 2013: 79-100

Details

Abstract

Il saggio analizza le ricadute economiche e sociali della disoccupazione su due gruppi di immigrati di nazionalità marocchina e rumena attraverso 170 interviste in profondità realizzate in una delle aree più dinamiche del Nord-est italiano. La ricerca in quest’area caratterizzata da piccole e medie imprese imperniate su relazioni familiari-lavorative mette in evidenza come tra gli effetti più evidenti della crisi economica ci sia il deciso arretramento nella carriera lavorativa dei migranti e la diffusione del cosiddetto lavoratore povero. Inoltre, in base alla nazionalità, al genere, all’età, al tipo e alle dimensioni della famiglia nonché alla composizione del reddito dell’aggregato domestico emergono sia differenti gradazioni del processo di impoverimento sia diverse strategie per affrontare la crisi economica. In generale, i marocchini, muovendosi all’interno di una migrazione familiare allargata, sono inseriti in reti sociali omogenee e caratterizzate da legami forti che offrono loro sostegno materiale, ma che non sempre sono in grado di fornire informazioni precise volte al reperimento di un nuovo impiego. I rumeni (uomini e donne), invece, presentano traiettorie migratorie maggiormente centrate sull’individuo o al massimo sulla famiglia nucleare, possono fare minor affidamento sulla solidarietà familiare e comunitaria, ma godono di una maggior varietà di conoscenze che permette loro di reperire più agevolmente un’occupazione.

Crisi economica e migranti: il ritorno del lavoratore povero, Cover

Crisi economica e migranti: il ritorno del lavoratore povero, Mondi Migranti, n. 1, 2013: 79-100

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Il saggio analizza le ricadute economiche e sociali della disoccupazione su due gruppi di immigrati di nazionalità marocchina e rumena attraverso 170 interviste in profondità realizzate in una delle aree più dinamiche del Nord-est italiano. La ricerca in quest’area caratterizzata da piccole e medie imprese imperniate su relazioni familiari-lavorative mette in evidenza come tra gli effetti più evidenti della crisi economica ci sia il deciso arretramento nella carriera lavorativa dei migranti e la diffusione del cosiddetto lavoratore povero. Inoltre, in base alla nazionalità, al genere, all’età, al tipo e alle dimensioni della famiglia nonché alla composizione del reddito dell’aggregato domestico emergono sia differenti gradazioni del processo di impoverimento sia diverse strategie per affrontare la crisi economica. In generale, i marocchini, muovendosi all’interno di una migrazione familiare allargata, sono inseriti in reti sociali omogenee e caratterizzate da legami forti che offrono loro sostegno materiale, ma che non sempre sono in grado di fornire informazioni precise volte al reperimento di un nuovo impiego. I rumeni (uomini e donne), invece, presentano traiettorie migratorie maggiormente centrate sull’individuo o al massimo sulla famiglia nucleare, possono fare minor affidamento sulla solidarietà familiare e comunitaria, ma godono di una maggior varietà di conoscenze che permette loro di reperire più agevolmente un’occupazione.

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