Testare la cittadinanza UE come “cittadinanza lavorativa” Cover

Testare la cittadinanza UE come “cittadinanza lavorativa” dalla violazione al rafforzamento dei diritti del lavoro.

Details

Abstract

Il progetto “Testing EU citizenship as “labour citizenship”: from cases of labour rights violations to a strengthened labour-rights regime” – co-finanziato dal programma dell’Unione europea “Europa per i cittadini” – è coordinato dal Centro Multiculturale di Praga e coinvolge 12 organizzazioni distribuite in diversi paesi dell’Unione Europea, quali Austria, Belgio, Germania, Irlanda, Italia, Lituania, Olanda, Polonia, Repubblica Ceca e Romania.
Il progetto muove dalla convinzione che un salario dignitoso e condizioni di lavoro decenti siano una condizione necessaria per promuovere la piena cittadinanza e la partecipazione democratica dei cittadini dell’Unione Europea. All’interno di questo orizzonte, l’obiettivo specifico del progetto è quello di verificare la capacità della cittadinanza europea di estendersi alle situazioni lavorative, favorendo il rispetto dei diritti sociali e lavorative dei migranti europei.
A partire dall’analisi comparativa di alcuni casi di gravi forme di sfruttamento, di violazioni estreme dei diritti del lavoro e di forme di discriminazione che interessano lavoratori di cittadinanza UE e non-EU occupati in diversi paesi dell’Ue, il progetto intende mettere in luce sia i terreni su cui è urgente intervenire, rafforzando gli strumenti esistenti per la tutela dei diritti dei lavoratori, sia i punti di forza delle normative nazionali e comunitarie in materia di lavoro.
Per quanto riguarda la parte italiana, l’Università di Padova ha incontrato lavoratori migranti impiegati rispettivamente nel settore del turismo della cosiddetta “Riviera Romagnola” e nei magazzini della logistica della città di Padova.

 

DISCLAIMER: Le informazioni presenti in questa pagina riflettono il punto di vista dei ricercatori che hanno realizzato il progetto e non la posizione ufficiale della Commissione Europea in merito ai temi trattati. Pertanto la Commissione Europea non è responsabile per i contenuti qui esposti.

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Il progetto “Testing EU citizenship as “labour citizenship”: from cases of labour rights violations to a strengthened labour-rights regime” – co-finanziato dal programma dell’Unione europea “Europa per i cittadini” – è coordinato dal Centro Multiculturale di Praga e coinvolge 12 organizzazioni distribuite in diversi paesi dell’Unione Europea, quali Austria, Belgio, Germania, Irlanda, Italia, Lituania, Olanda, Polonia, Repubblica Ceca e Romania.
Il progetto muove dalla convinzione che un salario dignitoso e condizioni di lavoro decenti siano una condizione necessaria per promuovere la piena cittadinanza e la partecipazione democratica dei cittadini dell’Unione Europea. All’interno di questo orizzonte, l’obiettivo specifico del progetto è quello di verificare la capacità della cittadinanza europea di estendersi alle situazioni lavorative, favorendo il rispetto dei diritti sociali e lavorative dei migranti europei.
A partire dall’analisi comparativa di alcuni casi di gravi forme di sfruttamento, di violazioni estreme dei diritti del lavoro e di forme di discriminazione che interessano lavoratori di cittadinanza UE e non-EU occupati in diversi paesi dell’Ue, il progetto intende mettere in luce sia i terreni su cui è urgente intervenire, rafforzando gli strumenti esistenti per la tutela dei diritti dei lavoratori, sia i punti di forza delle normative nazionali e comunitarie in materia di lavoro.
Per quanto riguarda la parte italiana, l’Università di Padova ha incontrato lavoratori migranti impiegati rispettivamente nel settore del turismo della cosiddetta “Riviera Romagnola” e nei magazzini della logistica della città di Padova.

 

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