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Abstract
Il saggio invita ad adottare una prospettiva postcoloniale negli studi migratori ed esplorare come alla visualità opprimente che classifica, separa e subordina i gruppi sociali al servizio della modernità capitalistica occidentale si contrappongano gli sguardi resistenti di coloro che rivendicano il proprio “diritto di fuga” e aspirano all’emancipazione sociale attraverso la mobilità umana. Questa opzione teorica comporta, a parere dell’autrice, saper sperimentare percorsi transdisciplinari e pratiche collaborative di ricerca. L’ultima parte del saggio riflette su potenzialità e limiti di una sociologia visuale e pubblica delle migrazioni.
Parole-chiave: migrazioni; postcolonialismo; controvisualità; ricerca visuale; sociologia pubblica
The essay invites to adopt a postcolonial perspective in migration studies and to explore how counterhegemonic gazes resist to visuality, which is historically linked to capitalist modernity. Visual researchers can study empirically “the right to look” (Mirzoeff 2011) of migrants and their children. In last part of the essay, the author argues that social researchers can be more creative and experiment transdisciplinary and collaborative research practices.
Keywords: migration; post-colonialism; counter-visuality; visual research; live methods; public sociology.